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Archivio Novembre 2005

Oggi -Giornata contro la pena di morte.

30 Novembre 2005 Commenti chiusi

Dal quotidiano L’Unità del giorno 30/11/2005

30 novembre, una giornata contro la pena di morte
di Luigina D’emilio

Mercoledì 30 novembre centinaia di città in Italia e nel mondo celebrano la Giornata mondiale contro la pena di morte, promossa per il quarto anno dalla Comunità di Sant’Egidio con lo slogan «Città per la vita – Città contro la pena di morte, no justice without life».

Oltre 350 città del mondo, 30 capitali, nei cinque continenti si collegheranno con Roma e daranno vita ad una grande mobilitazione internazionale per fermare nel mondo tutte le esecuzioni capitali. L?iniziativa è sostenuta dalle principali associazioni internazionali per i diritti umani, raccolte all’interno della World Coalition Against the Death Penalty (tra cui Amnesty International, Ensemble contre la Peine de Mort, International Penal Reform).

Roma come Bruxelles, Madrid insieme a Ottawa, Città del Messico e Dallas, e ancora centinaia di città piccole e grandi illumineranno i loro monumenti simbolo, come segno della luce della vita a ricordo del 30 novembre 1786, data in cui il Granducato di Toscana, primo stato della storia, abolì la pena di morte dal proprio ordinamento. A Roma sarà il Colosseo, a Madrid Plaza de Santa Ana, a Barcellona la Piazza della cattedrale. Con qualcosa in più da festeggiare. La millesima persona messa a morte negli Usa dal 1976, Robin Lovitt, è stato graziato in extremis dal governatore della Virginia.

Continua invece la raccolta di firme per salvare dall?esecuzione Stanley Williams, detenuto nel carcere di San Quintino, che ha passato gli ultimi 26 anni scrivendo libri per ragazzi che raccontano l?inferno delle gang di strada per convincere i giovani a sfuggire alla spirale della violenza e dell?autodistruzione e per spiegare ai figli del ghetto che la violenza è esattamente ciò che il mondo degli oppressori usa per mantenere viva l’oppressione. È stato cinque volte candidato al premio Nobel per la Pace. La sua esecuzione è prevista per il prossimo 13 dicembre. Il governatore della California, Arnold Shwarzenegger, non sembra intenzionato a salvarlo, se le voci della mobilitazione mondiale prevista per il 30 novembre saranno più efficienti delle numerose iniziative di solidarietà e richieste di scarcerazione, allora un?altra vita sarà strappata a questa assurda tragedia e sarà compiuto un altro passo verso il rispetto dei diritti umani.

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La cruda realtà della gioco-dipendenza. Sedicenne suicida.

30 Novembre 2005 Commenti chiusi

Ragazzo di 16 annisi toglie la vita per aver perso 30 mila euro al lotto. gioco.
E’ successo nella provincia di Rovigo. La sua coscienza ha ceduto difronte alla disperazione di aver affidato al gioco la speranza di una vita migliore e deluso ha rinunciato al bene prezioso della vita, lasciando un biglietto alla famiglia con la scritta : “PERDONATEMI”.

Meditiamo su questo triste fenomeno che assieme alla droga, all’alcol ed alla mancanza di “valori veri” miete ogni giorno tante vittime.

Mario Murdolo

Ex Cirielli. Cosa cambia dopo l’approvazione definitiva al Senato.

29 Novembre 2005 Commenti chiusi

Dal quotidiano “La Repubblica” di oggi 29 novembre 2005 riportiamo un articolo che sintetizza la legge ex Cirielli:

Dalla prescrizione ai recidivi
ecco cosa cambia con la ex Cirielli

Pene più severe per i mafiosi e per chi torna a delinquere. Riduzione dei tempi di prescrizione di alcuni reati per i procedimenti per i quali non si sia già aperto il dibattimento. Niente carcere per gli ultrasettantenni. Sono questi i capisaldi della ex Cirielli, approvata in via definitiva dal Senato. Un provvedimento tornato a Palazzo Madama dopo le modifiche introdotte alla Camera tre settimane fa.

MAFIOSI
Reclusione da 5 a 10 anni per chi aderisce all’organizzazione criminale, mentre per i capi e gli organizzatorigli la pena sale da 7 a 12 anni. Da 2 a 4 anni, invece, è la reclusione prevista per chi li aiuta o li protegge.

CIRCOSTANZE AGGRAVANTI E ATTENUANTI
Le attenuanti non potranno prevalere sulle aggravanti nel caso in cui l’imputato sia un recidivo, minorenne o non imputabile.

RECIDIVA
Condanne più severe sono previste per chi torna a delinquere. Se il nuovo reato non è colposo, la pena può essere aumentata di un terzo. Fino alla metà, invece, nel caso in cui il nuovo delitto sia della stessa indole, sia stato commesso entro cinque anni dalla condanna precedente, durante o dopo l’esecuzione della pena, oppure durante il periodo in cui il condannato si sottrae volontariamente all’esecuzione della pena. In caso di recidiva reiterata l’aumento della pena non può essere inferiore a un terzo della pena stabilita per il reato più grave.

PENA A CASA PER 70ENNI NON RECIDIVI
Niente carcere per chi ha compiuto 70 anni, la pena potrà essere scontata a casa. A patto però che non si tratti di un recidivo, dichiarato “delinquente abituale, professionale o per tendenza”. Per i recidivi è vietata anche la sospensione della pena, che invece può essere concessa soltanto una volta a tossicodipendenti e alcolisti che devono scontare non più di tre anni.

NORMA TRANSITORIA
Le nuove norme sulla prescrizione non possono essere applicate ai procedimenti in corso “se i nuovi termini di prescrizione risultano più lunghi di quelli previgenti”. Dal calcolo dei nuovi termini vengono esclusi i processi in primo grado in cui il dibattimento sia stato già dichiarato aperto e quelli pendenti in appello e in Cassazione.

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Aumentano i costi dei servizi bancari.

29 Novembre 2005 Commenti chiusi

Consumatori
a cura di Intrage

Aumentano i costi e le commissioni dei servizi bancari

Dall?inizio dell?anno i servizi bancari attivi per il conto corrente sono cresciuti del 10%, portando le spese annuali di gestione a 430 euro all?anno. La denuncia arriva dall?Adusbef, che ha constatato come un conto corrente, per il quale si effettuano solo 11 operazioni mensili, 138 in un anno, ha assunto dei costi insostenibili. Secondo le rilevazioni di luglio dell?Istat, in un anno tali costi sono aumentati del 6,8%, contro una inflazione del 2,7%. Alla luce di questi dati le Associazioni dei Consumatori accusano le Banche di aver contribuito pesantemente all?ondata di rincari di questo periodo. Come se non bastasse scendono anche i tassi sui depositi, attualmente sotto l?1% ed i rendimenti dei titoli di stato. Questa situazione pone l?Italia in una posizione svantaggiata rispetto al resto d?Europa dove i costi bancari sono ben più contenuti rispetto ai nostri. L?indagine condotta dall?Adusbef ha rilevato che il costo medio dei bonifici è di 6,50 euro, degli ordini permanenti e dei pagamenti utenze per cassa di 3,5 euro, le contabili per accredito di emolumenti di 1,5 euro, mentre il pagamento delle rate dei mutui costano in media 3,5 euro.

Per dare la migliore possibilità di scelta, Adusbef ha effettuato una comparazione dei costi di gestione di un conto corrente bancario con quelli di un conto corrente postale utilizzato allo stesso modo del primo: 30,99 euro l?anno (per le prime 60 operazioni, dal costo unitario di 0,52 euro, mentre ulteriori operazioni sono esenti); a tale spesa vanno sommate le 12 operazioni bancomat presso sportelli bancari, dal costo unitario di 1,55 euro (per i prelievi presso gli sportelli postali non si paga nulla) più i 25,56 euro di bollo sull?estratto conto. Per un totale annuo di 75,15 euro. Le poste battono le banche in convenienza, mentre devono migliorare la qualità e l?efficienza dei servizi erogati.

In ogni caso per i consumatori sono state intraprese iniziative che dovrebbero permettere una maggiore tutela, rendendo più trasparenti e chiari i rapporti con le banche. Dal 1 ottobre entrano in vigore le nuove istruzioni di vigilanza relative alla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari imposte dalla Banca d?Italia. Queste riguarderanno 22 operazioni bancarie come mutui, conti correnti, anticipazioni, depositi bancari, custodia e amministrazione titoli, cassette di sicurezza, obbligazioni, certificati di deposito, utilizzo sportelli automatici.

Inoltre, sempre dal mese di ottobre, entra nel vivo il progetto “Patti chiari”, frutto di un protocollo d?intesa tra l?Abi, l?Associazione Bancaria Italiana e le Associazioni dei Consumatori, tra cui l?Adiconsum. Obiettivo del progetto è quello di migliorare i rapporti tra banche e clienti, offrire maggiore chiarezza, dare più fiducia e possibilità di maggior confrontabilità.

Se vuoi saperne di più vai su: www.intrage.it

Tema correlato

Le nuove regole sulla trasparenza bancaria

Link consigliato

Abi

E’ il no-profit il settore del lavoro in maggiore crescita.

29 Novembre 2005 1 commento

Notizie: Voglia di non-profit
Oltre un milione di occupati e un volume d?affari pari al 3% del prodotto interno lordo. E’ il settore del lavoro in maggiore crescita e in dieci anni ha visto raddoppiare l?occupazione. Le professioni più ricercate, l?identikit del lavotore non-profit e i consigli per trovare lavoro in un?intervista a Marco Crescenzi, presidente Asvi. Contatti: indirizzi utili e offerte di lavoro. La formazione: corsi di laurea e diplomi, i master universitari, corsi e master di associazioni e fondazioni. Lo scaffale: i libri sul tema
di Elisabetta Norzi

I numeri parlano chiaro: in Italia il settore negli ultimi anni ha registrato un incremento esponenziale tanto da raggiungere il 2-3% dell?occupazione nazionale. Un consapevole popolo di project manager, fund raiser, cooperanti allo sviluppo, europrogettisti, mediatori culturali e addetti alla comunicazione.

Ma in che modo si entra e come funziona il mondo del non-profit? Ce lo spiega Marco Crescenzi, presidente dell?ASVI, autore, insieme a Elena Bonacin, della “Guida internazionale alle professioni e al lavoro nel non profit”delle Edizioni EMI.

Come sta andando il settore del non profit in Italia?
Secondo le stime del nostro ufficio studi, in Italia sono occupati nel settore circa un milione di persone, con un volume d?affari (questa volta i dati sono dell?Eurispes) del 3 per cento del prodotto interno lordo. Un valore pari a quello registrato dall?agricoltura. Negli ultimi 10 anni, ovvero tra il 1990 e il 2000, l?occupazione è raddoppiata nelle diverse forme del non profit: dalle associazioni alle Ong, dalle fondazioni alle cooperative sociali.

Di che tipo di lavoro parliamo?
Per lavorare nel non-profit è necessaria una forte motivazione allo sviluppo sociale, bisogna davvero crederci. Detto in parole povere, non si può entrare in questo settore perché non si trova nessun altro impiego. E sviluppo sociale oggi significa molte cose: non solo assistenza alle fasce svantaggiate (in cui è tradizionalmente impegnato il non profit) ma anche promozione della qualità della vita o del patrimonio culturale artistico e paesaggistico italiano.

Qual è l?identikit di chi lavora in questo settore?
Ha un?istruzione medio-alta: sono in crescita i laureati e la maggioranza sono diplomati. La fascia di età è molto giovane: il grosso degli occupati ha meno di 40 anni, il 25% sono sotto i 30 anni, il 55% tra i 30 e i 40 e solo un quinto ha più di 40 anni. Non solo: sei su dieci sono donne. Possiamo dire quindi che è un settore molto giovane, istruito e a prevalenza femminile. C?è da aggiungere che il non profit occupa anche molte persone svantaggiate. Mi riferisco alle cooperative sociali di inserimento lavorativo, ad esempio, dove lavorano disabili, fisici o psichici. Ecco, è un settore d?occupazione con valenza sociale anche per la scelta di chi vi lavora.

Quali sono le figure professionali più richieste?
Accanto alle figure tradizionali, ovvero quelle più ?sul campo? come gli operatori o gli educatori, ci sono alcune professioni chiave, di carattere manageriale. Innanzitutto i manager delle organizzazioni non profit o i project Manager, che si occupano della pianificazione, progettazione, dell?organizzazione, delle partnership. In forte espansione è la figura del fund raiser, che deve avere competenze di comunicazione oltre a saper organizzare campagne e raccolta fondi. Molto richiesti sono anche gli addetti alla comunicazione (per uffici stampa e relazioni esterne), e poi persone che operano intelligentemente sul campo, come i cooperanti allo sviluppo.

Altre figure importanti?
Direi che professioni fondamentali sono anche gli europrogettisti, i mediatori interculturali, i coordinatori dei servizi socio-sanitari ed educativi e, ancora, gli agenti e manager dello sviluppo locale, gli ecomanager, i manager culturali per quanto riguarda le nuove forme del non profit. Una figura molto particolare è invece quella degli animatori dei ludobus, un ?mestiere? molto utile se svolto in maniera intelligente. Si tratta di bus attrezzati, che fanno tappa nelle piazze delle città, a contatto con il territorio, con le famiglie, con i ragazzi. Uno strumento importante anche per riportare i problemi dei cittadini alle amministrazioni locali. Una delle sfide per lo sviluppo del non profit credo sia proprio quella di puntare sul territorio, sulla sua coesione e sul suo sviluppo, in modo molto professionale e consapevole.

Per quanto riguarda la formazione?
La formazione di qualità è davvero fondamentale. Nel non profit ci sono dei percorsi validissimi (i master di Asvi, i corsi di Focsiv, Vis, Fund Raising School). Come Asvi, lavoriamo continuamente per promuovere i rapporti tra il settore e l?Università. Abbiamo approfondito bene la questione, perché l?Università non riesce oggi a dare un?offerta coerente con i bisogni reali delle organizzazioni. Per questo motivo abbiamo istituito l??Osservatorio sulle Professioni ed il Lavoro nel Non Profit?, che raccoglie moltissimi operatori del settore.

Quali sono gli obiettivi del ?CON- Centro di Orientamento al Lavoro Non Profit??
Accade spesso che ragazzi pieni di motivazioni vadano a sbattere contro l?incapacità di risposte strutturate da parte delle organizzazioni non profit. Questa è una responsabilità molto seria che abbiamo: dobbiamo fare di tutto per evitare di sentirci dire ?ho mandato centinaia di curriculum e nessuno mi ha risposto? oppure ?sì, bellissimo, ma come entro concretamente a lavorare nel non profit??

Quali consigli dà ai giovani?
Innanzitutto devono essere coscienti che è un lavoro molto impegnativo, una sfida vera, ma può dare enormi soddisfazioni: è infatti un impegno non solo per se stessi, ma anche per gli altri. Fermo restando più che mai salde la spinta ideale e il senso della comunità per cui si opera, le organizzazioni oggi hanno sempre più bisogno di competenze manageriali, organizzative, progettuali, e di giovani che oltre al cuore portino il loro talento. Per questo una buona formazione è d?obbligo.

Mandare decine di curriculum in giro serve a qualcosa?
Direi di no. La maggior parte degli enti non hanno la struttura per guardarli e rispondere. Bisogna partire da quello che viene richiesto: ovvero motivazione e competenze legate alle figure richieste di cui si diceva precedentemente. E? d?obbligo dunque, come del resto avviene anche per il settore profit, specializzarsi. I canali reclutativi sono quindi gli stage (previsti da tutti i corsi), il lavoro volontario e il passaparola. E deve essere proprio l?ente che organizza la formazione ed il percorso professionale a creare i contatti ed i presupposti per un futuro lavoro.

Se vuoi saperne di più vai su: www.kataweb.lavoro.it

LINK:
ASVI-Agenzia per lo Sviluppo del Non Profit Il sito: www.asvi.it

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Monasterace – E’ nata Giulia Passarelli.

29 Novembre 2005 Commenti chiusi

Il dottore Vincenzo Passarelli, Ragioniere del Comune di Bivongi,il 20 novembre 2005 è diventato papà.
La sua cara consorte gli ha regalato, presso l’ Ospedale di Soverato, una bella bambina, di nome GIULIA.
Il Sindaco,l’Amministrazione comunale, la Segretaria ed i colleghi tutti hanno festeggiato il lieto evento presso il Municipio di Bivongi.
Da parte di “Un Mondo D’Amore” le più vive felicitazioni a Vincenzo e Sapienza Ussia.
A U G U R I…………per un mondo d’amore!!!!!!!!!!!!!!!!!

Mario Murdolo

Argentina -E’ morto Pelle Stefano di Bivongi.

29 Novembre 2005 Commenti chiusi

Nella lontana Argentina è venuto a mancare ai suoi cari, all’età di 74 anni il Signor Pelle Stefano.Alla famiglia le più sentite condoglianze da parte di “Un Mondo D’Amore”

Mario Murdolo

UNICEF – Pigotta: Una bambola per una vita.

26 Novembre 2005 Commenti chiusi


Pigotta: una bambola per una vita

Pigotta, in dialetto lombardo, è la bambola di pezza dell?UNICEF che salva un bambino. Con un?offerta di 20 euro, infatti, puoi adottare una Pigotta e garantire la vaccinazione ad un bambino contro le sei principali malattie mortali: poliomielite, difterite, pertosse, morbillo, tetano e tubercolosi.

L?iniziativa nasce nel 1988 e da allora ha avuto un crescente successo: soltanto negli ultimi 5 anni sono stati raccolti ben 7 milioni di euro, che hanno permesso all?UNICEF di vaccinare oltre 400 mila bambini.

Numerosi i testimonial che hanno voluto sostenere questa iniziativa nel corso degli anni facendosi portavoce per l?UNICEF (vedi galleria dei testimonial)

> Ogni adozione, una vaccinazione

> Come si fa una Pigotta

> Come si adotta una Pigotta

> In missione con l’UNICEF

> Artisti di Pigotte

> Elenco piazze

Se vuoi saperne di più vai su: www.unicef.it

E’ morto George Best, distrutto dall’alcol.

26 Novembre 2005 Commenti chiusi

Dall’ “Unita’”
Calcio

25.11.2005
The Best fra donne, alcol e pallone
di Francesco Luti

«Nella mia vita ho speso un sacco di soldi in belle donne, auto veloci e gran bevute: tutti gli altri li ho sperperati».
George Best, irlandese del Nord, giocatore del Manchester United, capocannoniere dei “Red Devils” per cinque anni consecutivi, ha passato 12 anni della sua vita da autentico genio del calcio: gli altri 25 a raccontare quei 12 anni.

Romanzandoli un po’, come la gente li voleva sentire, come la stampa lo aveva descritto. “Bestie” per i tifosi, “il quinto Beatle” per il resto del mondo che guardava alla rivoluzione inglese degli anni Sessanta come a un faro; semplicemente “the Best”, il migliore, per chi di calcio se ne intende davvero. Come Sir Alex Ferguson, tecnico leggendario ancora sulla panchina del Manchester dopo aver applaudito le magie del suo pupillo in giro per l’Europa.

Se ne è andato ieri “Bestie”, al “Cromwell Hospital” di Londra, uno degli innumerevoli ospedali del Regno visitati da quando, ancora calciatore, alla passione per il pallone aveva abbinato quella per i superalcolici di ogni genere e gradazione.

La storia del “migliore” sembra un film. Primo tempo: il ragazzino che arriva dal nulla (era nato a Belfast il 22 maggio del ’46 in una famiglia poverissima) fa immediatamente impazzire l’ingessato mondo del calcio inglese. Il successo, i gol entrano nella leggenda, come il personaggio, ostinatamente sopra le righe. Secondo tempo: la fama, i soldi, le macchine, le donne, la vita alla grande e, soprattutto, l’alcol. Tanto alcol. Un genio in campo, un dannato fuori. Epilogo: la vita privata si sfascia, arrivano le risse, la galera, le incomprensioni con il nuovo allenatore, l’ultima partita alla grande (sei gol), la caduta.

George Best si è bevuto più difensori che birre (ed è tutto dire), ha convissuto (a fatica) col suo mito, è andato in giro a tenere conferenze, ha regalato agli altri il suo cliché di grandezza, accompagnata da una disgrazia altrettanto grande.
Forse anche per questo, l’ultimo, estremo, gesto di libertà, l’ultimo dribbling secco è arrivato da quella pubblica ostentazione di ciò che restava del suo corpo. Costretto in un letto d’ospedale, incatenato da mille tubicini che gli bucherellavano un corpo ormai ridotto all’osso, l’ex idolo di Manchester e dell’Isola tutta, ha voluto lanciare il suo ultimo messaggio. «Non morite come me» titolava il “News of the World” domenica scorsa, accompagnando l’invito con la raggelante fotografia. Gli occhi scavati, la pelle giallastra, il petto e le spalle martoriate da ematomi di decine di flebo, endovene, cateteri. «Una pubblicità contro gli eccessi dell’alcool» ha spiegato George, “il migliore” con l’aiuto di uno specialista della rieducazione del linguaggio, visto che nessuno, tra parenti, amici e personale medico, riusciva a capire cosa stesse dicendo. Alla faccia di quelli che si nascondono. Di quelli che, nel momento della difficoltà, della malattia, della morte affidano il ricordo di sè all’immagine della salute e del successo.

«Gli eroi son giovani e belli» cantava qualcuno; da domenica scorsa gli eroi ti guardano anche dalle prime pagine di un tabloid con gli occhi stanchi di un uomo che dopo aver speso un sacco di soldi in belle donne, auto veloci e gran bevute ha avuto l’intelligenza di non pentirsene.
Alla salute, sir Gorge.

Maternità.

26 Novembre 2005 Commenti chiusi

Famiglia

Genitori tra famiglia e lavoro

Maternità anticipata

La lavoratrice in gravidanza può inoltrare apposita istanza alla Direzione Provinciale del Lavoro competente per territorio al fine di ottenere l’autorizzazione ad assentarsi dal lavoro prima che inizi il periodo di astensione obbligatoria nei seguenti casi, previsti dal secondo coma dell?articolo 17 del decreto legislativo 151/01 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità):
a) nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza;
b) quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino;
c) quando la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni, secondo quanto previsto dagli articoli 7 e 12.

Nel caso in cui il rapporto di lavoro viene a cessare, le lavoratrici che hanno ottenuto l?autorizzazione ad anticipare il periodo di astensione dal lavoro possono continuare a percepire l?indennità economica di maternità solo nel caso in cui l?autorizzazione stessa è stata concessa a causa di “gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza”. Questa situazione, riguardando le condizioni fisiche della lavoratrice, impedisce lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa e giustifica pertanto l?erogazione dell?indennità anche in caso di fine rapporto. In presenza delle altre due ipotesi previste dal comma 2 dell?articolo 17 del decreto legislativo 151/01, essendo le stesse connesse al tipo di attività lavorativa svolta al momento della richiesta, in caso di cessazione del rapporto il presupposto per il rilascio dell?assegno viene meno e quindi quest?ultimo viene revocato o ne viene modificata la durata.

Se vuoi saperne di più vai su: www.intrage.it

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