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Archivio Febbraio 2007

Fumare, ma perchè?

22 Febbraio 2007 Commenti chiusi


a cura di Intrage
Salute: stop a sigarette per tornare a essere belli

Un colorito più roseo, la pelle che respira di nuovo e una lenta scomparsa delle piccole rughe intorno a occhi e labbra?e non solo: sono i primi benefici che si vedono subito sul volto di chi dice addio alle sigarette e decide di tornare a respirare a pieni polmoni. I primi segnali di un ritorno alla bellezza di un tempo si cominciano ad apprezzare non appena si liberano i pori della pelle del viso dalla nicotina. Lentamente scompaiono gli effetti del fumo: zampe di gallina e borse sulle palpebre; guance cadenti; rughe attorno alle labbra; pelle asfittica; colorito diseguale. Sono questi i segni della cattiva abitudine che un?interessante iniziativa della Lilt, lega italiana per la lotta contro i tumori della provincia di Milano, vuole combattere con l?iniziativa “Smettere ti fa bella” appena avviata e dedicata alle donne che fumano di età compresa tra i 30 e i 65 anni. Perché la bellezza volata via col fumo può tornare appena spenta l?ultima sigaretta.

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Bivongi – Articolo sul quotidiano "LA STAMPA".

22 Febbraio 2007 Commenti chiusi


Riportiamo un articolo sulla Vallata dello Stilaro apparso oggi sul quotidiano nazionale “LA STAMPA” a cura della giornalista Daniela Finocchi.

CHIESE GRECHE E SITI BORBONICI IN VAL STILARO.
Calabria ? Itinerario nella Locride tra monasteri greci e tracce di archeologia industriale del Regno di Napoli.
Di Daniela Finocchi.

Selvaggia e incontaminata, costellata di monumenti bizantini e siti di archeologia industriale, ma soprattutto custode dell?unico monastero greco-ortodosso d?Italia. La vallata dello Stilaro si trova nella Locride, quel territorio di selve e colline che si tuffa nello Ionio, tra i Comuni di Pazzano, Stilo e Bivongi.
Una natura ricca e prorompente che avvolge un reticolo di burroni a ventaglio dal quale provengono le acque della fiumara che le danno il nome. Proprio nella zona più impervia, si lanciano nella cascata naturale del Marmarico, una delle più alte della penisola con i suoi 120 metri d?altezza. Sullo sfondo i boschi fitti di castagni e faggi, più in basso le terrazze coltivate a vigneti e ulivi. Da queste colline, infatti, proviene l?unico vino DOC della provincia di Reggio Calabria: rosso e bianco di Bivongi.
Le acque della fiumara sono state utilizzate per alimentare turbine e impianti di quello che fu il più importante polo industriale nel meridione borbonico, che dava lavoro a circa 2.500 persone. Nel 1742 , a Pazzano, fu costruita la prima fabbrica d?armi, nelle ferriere dell?Assi e in quelle ?Vecchie di Stilo? si realizzarono, su progetto del Vanvitelli, i tubi per l?acquedotto ?Carolino? della Reggia di Caserta, mentre dalle fonderie di Ferdinandea e Mondina l?esercito borbonico riceveva gran parte dei propri armamenti.
Non a caso sul territorio è nato un ecomuseo che protegge e valorizza cinque aree: Monasterace, nei dintorni dell?antica Kaulon, la media e la bassa valle dello Stilaro, il bosco di Stilo e l?altopiano delle Serre calabre. Ecco quindi recuperati una miniera, una centrale idroelettrica, due mulini idraulici, un?antica conceria, già ferriera Fieramosca, una casa albergo, annessa a uno stabilimento termale. Quest?ultimo resta ancora inagibile, ma affidandosi alle guide dell?Associazione Calabrese Archeologia Industriale, cui si deve il progetto di tutela, si può raggiungere un rivolo delle acque alcalino-solforose e provarne gli effetti, talmente prodigiosi da far chiamare la zona ?Acque Sante?. Tutti i possibili itinerari e mostra permanente nel ?Museo di Archeologia Industriale e della Cultura Materiale?, che si trova nell?ex convento Brasiliano a Stilo.
Un?occasione per visitare anche la Cattolica del paese, che domina la vallata fino al mare: uno dei più importanti monumenti bizantini del territorio, irto sulle alte pendici del monte Consolino, dove si vuole che il filosofo Tommaso Campanella abbia scoperto e mangiato l?erba della sapienza. E poi l?imponente Katholikon del monastero di San Giovanni Theristis a Bivongi, che risale al 1100, ed è abitato da monaci-pellegrini della stessa comunità del Monte Athos. Il 24 febbraio all?interno del monastero ci saranno un incontro tra le due comunità e la messa ortodossa aperti al pubblico. Saranno presenti il metropolita di San Giovanni e il vescovo della diocesi, nel rispettoso confronto tra religioni che qui si attua da millenni. Proprio in questo eremo si è svolta l?unica visita italiana di Bartolomeo I del quale si attende il ritorno, con eco pari a quello della visita papale appena svoltasi in Turchia.

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Bivongi – E’ morto Gulla’ Vincenzo.

21 Febbraio 2007 Commenti chiusi

E’ morto, oggi, a Settimo Torinese, prematuramente, all’età di 64 anni il Signor Vincenzo Gullà. Alla moglie, ai figli, ai fratelli, sorelle ed ai parenti tutti le più sentite condoglianze da parte del sottoscritto e da “Un Mondo d’Amore.

Bivongi- Festa di Carnevale.

21 Febbraio 2007 Commenti chiusi


IL CARNEVALE

Si è concluso ieri il Carnevale bivongese.
Per il secondo anno il Centro Anziani è stato protagonista di questo piacevole evento organizzando la recita di ?Farse? in Piazza.
Il nutrito gruppo di mascherati, domenica, dopo aver attraversato le vie del paese, in Piazza del Popolo, dove era stato allestito per l?occasione, un ampio palco, si è esibito nella recitazione di numerose e piacevoli farse accompagnate da balli e danze.
Martedì,dopo la consueta visita alle scuole, l’allegra comitiva ha ripetuto di nuovo lo spettacolo in Piazza del Popolo.
Come tradizione, le ?farse? traggono spunto ed origine da avvenimenti paesani che si verificano durante l?anno o nel passato e che poi sapientemente ?colorate?, diventano vere e proprie parodie che caratterizzano la peculiarità ed originalità con la quale questa ricorrenza viene ricordata a Bivongi.
In notturna, poi, corteo funebre per le vie del paese. Tutti a piangere e a disperarsi dietro la bara di Carnevale, che anche quest’anno ci lasciava, dandoci però appuntamento al 2008.

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BIVONGI – FESTA DI SAN GIOVANNI THERISTIS.

20 Febbraio 2007 Commenti chiusi


Nei giorni 24 e 25 febbraio 2007 sarà celegrata a Bivongi la Festa di San Giovanni Theristis.
Per l’occasione riportiamo un articolo dell’Architetto Giorgio Metastasio, apparso su “L’Avvenire di Calabria”.

A BIVONGI LA FESTA DI SAN GIOVANNI THERISTIS
TRA ORIENTE E OCCIDENTE

Bivongi, i prossimi 24 e 25 febbraio, si appresta a vivere una delle più importanti manifestazioni religiose della Vallata dello Stilaro. Nella ricorrenza della festa di San Giovanni Theristis le due chiese sorelle, Cattolica ed Ortodossa, vivranno, infatti, intensi momenti di vita spirituale attraverso la celebrazione dei vespri ecumenici nella chiesa parrocchiale, la sera di sabato, e la solenne liturgia in onore del Santo Mietitore, domenica mattina, nel Katholikon del Monastero. A rendere testimonianza di una fede immutata ed ininterrotta saranno il presule della Chiesa di Locri, Mons. Giancarlo Brigantini e il Metropolita in Italia della Chiesa Ortodossa, Mons. Gennadios Zervos, che, nel solco del dialogo dell?amore tracciato da Paolo VI e Atenagora nel 1967, pregano e sperano così un giorno di ?poter bere allo stesso calice?.
Un evento che si ripete oramai da dodici anni e che segna Bivongi come terra del dialogo continuo, ?ponte? tra Oriente e Occidente, dove persistono memorie e testimonianze di un passato ricco di una spiritualità piena, intrisa di santità e carità, effusa attraverso i monaci aghioriti del Monte Consolino. Ricordiamo che proprio sul piano religioso in questi luoghi si è registrato uno dei più grandi fenomeni del monachesimo italo-greco della Calabria e che ha visto nell?eremitismo il fenomeno fondante del cristianesimo soprattutto per la Vallata dello Stilaro, un territorio ricco di testimonianze culturali come la Cattolica di Stilo, l?eremo di Monte Stella a Pazzano e lo stesso San Giovanni Theristis a Bivongi. Un territorio, palestra dell?anima, dove una pletora di anacoreti si è formato all?esicasmo più tenace con scelte di vita al limite della resistenza umana, nel silenzio, nella preghiera e nel digiuno. Umili abitanti di piccoli anfratti rocciosi a volte adattati e resi abitabili con la semplice modellazione di un piccolo giaciglio nella nuda pietra e per questo definiti ?santi dal martirio bianco?. A margine della festa in onore del Santo sarà celebrato un convegno nel quale sarà presentato il libro ?Bivongi tra Oriente e Occidente: Mille anni di storia? e saranno offerte delle riflessioni di carattere teologico e culturale sulla devozione popolare ai santi Italo-Greci.
Parteciperanno ai lavori il Prof. Fulvio Calabrese, curatore del libro sulla storia di Bivongi, il Prof. Enzo D?Agostino, il Prof. Mons. Ignazio Schinella, il Sindaco di Bivongi Ernesto Raggio e l?Archimandrita Nilos Vatopedinos, vicario arcivescovile per la Calabria e la Sicilia della Chiesa Ortodossa.

Giorgio Metastasio

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Bivongi – Parco Eolico.

19 Febbraio 2007 Commenti chiusi


Riportiamo l’intervento dell’Assessore del Comune di Bivongi all’Ambiente Natale Valenti nel convedono sul Parco Eolico.

Buonasera a tutti.
Questo filo d?erba che vi sto mostrando è avena. Per i bivongesi ?u chijaccu?, è una pianta che dovrebbe spigare a maggio. Invece eccola qui, in piena fioritura.
Il mese di gennaio appena trascorso lo si può paragonare per le temperature ad aprile, per le precipitazioni addirittura a luglio, un luglio secco.
Già una sola delle due cose sarebbe stata grave; sommate rappresentano non solo fatto di novità, ma procurano anche angoscia e preoccupazione.
Se poi consideriamo che anche i precedenti dicembre e novembre sono stati più o meno simili, allora le angosce e le preoccupazioni sono assolutamente giustificate.
La conferenza sul clima appena conclusasi a Parigi ha emesso il suo verdetto; è pesante, peggio del previsto: i più autorevoli scienziati del mondo, dopo sei anni di indagini su richiesta dell?ONU, hanno snocciolato uno dopo l?altro dati preoccupanti, che descrivono un futuro poco rassicurante. Pur nelle differenze delle cifre sui centimetri e sui gradi, indubbiamente le previsioni non inducono all?ottimismo.
Adesso tutti i potenti della Terra hanno quantomeno acquisito la consapevolezza dello stato delle cose, buon ultimo il presidente USA Bush, che durante il discorso annuale sullo Stato dell?Unione, ha ammesso che il problema del clima esiste (bontà sua) e si impegnava a ridurre in dieci anni del 20% il consumo di carburante (meglio tardi che mai).
Comunque dal dossier parigino si evince che non tutto è perduto, non tutto è definitivamente compromesso.
Persino Green Peace, che fra le associazioni ambientaliste è certamente la più radicale, dice che il pianeta è gravemente malato, ma non è ancora in agonia, che si è in tempo a rimediare, purché si faccia qualcosa subito.
I nuovi colossi dell?industria, i Paesi cosiddetti economicamente emergenti, come Cina e India, emettono da soli nell?atmosfera la metà di anidride carbonica, e pensare che ancora il 90% di loro va in giro in bici o utilizza i mezzi pubblici. Per non parlare dei soliti americani, che riescono a consumare energia domestica fino a tre volte che non un europeo. Ma che faranno?
Mercoledì alle 12.30, su Rai 3, al settimanale di Agricoltura del Tg 3, uno studioso americano afferma che l?industria dell?allevamento animale inquina più dell?industria chimica. Avete capito bene. Il metano e gli altri gas che si sprigionano dalle stalle, fanno sì che quella dell?allevamento soprattutto bovino sia la principale causa dell?effetto serra. Egli continua sostenendo che i cittadini statunitensi sono dei grandi consumatori di carne bovina, tre volte più degli italiani. Lo studioso sostiene che l?inquinamento (ovviamente indirettamente) prodotto dal consumo di un americano medio di carne in una settimana equivale a sei mesi di circolazione di un autoveicolo e si sa che gli americani non vanno in giro utilizzando delle utilitarie.
L?ultima è freschissima, di oggi: il ministro dell?economia Padoa Schioppa ha convocato una conferenza di servizi, presieduta dall?onorevole Cento, perché la comunità europea, per la mancata inosservanza del protocollo di Kyoto sta per comminare all?Italia una multa da 13 miliardi di euro, ma non siamo qui certo per risolvere i problemi del pianeta, ma per dare una mano sì.
Comincio il mio ragionamento partendo da lontano: appena eletti, nel 2002, abbiamo tenuto la prima riunione di maggioranza. Tra le tante cose discusse, una notizia del vicesindaco Felice Valenti, il quale metteva tutti al corrente del fatto che il governo Berlusconi aveva tagliato i trasferimenti al nostro comune per circa 120 milioni di lire, concludendo che quella era la cifra cui avrebbe potuto disporre il comune per decidere se fare questa o quella cosa. Una vera mazzata per chi, come me, aveva mille idee e mille progetti.
Nelle successive riunioni, constatato che l?andazzo era quello, abbiamo però deciso di reagire: ognuno di noi si è assunto dei precisi compiti, ma soprattutto si è deciso che bisognava trovare il sistema per rimpinguare le casse comunali con altre risorse, che non fossero quelle di provenienza governativa o di aumenti sconsiderati delle tasse.
Fu così che nell?ottobre del 2002 fummo contattati dalla Baltic, la quale stava progettando nella zona. Ci è stato richiesto di valutare la possibilità di realizzare nel nostro territorio un parco eolico.
Il sindaco mi ha incaricato di vedere un attimino di cosa si trattasse. Ho cominciato col chiamare il responsabile nazionale di Legambiente, il quale mi ha ampiamente rassicurato sulla bontà dell?operazione, incoraggiandomi a perseguire l?obiettivo. Mi ha raccomandato solo che l?impianto debba essere distante dal centro abitato di almeno 500 metri (nel nostro caso sono 5 km in linea d?aria).
Aggiungendo che l?energia eolica è addirittura da preferire a quella idroelettrica, poiché nel secondo caso si va a manipolare quello che è l?ecosistema fluviale, incoraggiato, ho cominciato a raccogliere dati da Internet e da riviste specializzate: il mio rapporto, fatto in Consiglio Comunale, non poteva quindi che essere ampiamente positivo.
Fu così che abbiamo successivamente autorizzato la società Baltic ad installare una torre anemometria, perché la stessa monitorasse l?intensità e la direzione dei venti.
Detti dati sarebbero arrivati in tempo reale presso la loro sede centrale grazie ad un sistema satellitare.
Quindi, nella primavera dello scorso anno la Baltic installò una torre anemometria alta 40 metri in località Cucolia, all?altezza di circa 1100 metri sul livello del mare.
Dopo circa otto mesi di monitoraggio, la Baltic ci invia la comunicazione che la situazione intensità-direzione era ottimale e che la stessa avrebbe provveduto a sottoporci, in breve periodo, un progetto preliminare.
E siamo arrivati ad oggi, giorno in cui la Baltic illustrerà il suo progetto che darà, una volta realizzato, respiro alle casse comunali ed all?occupazione locale, ma anche ci farà dire che Bivongi ha dato la sua goccia di contributo per abbattere l?effetto serra e risanare questo nostro paese gravemente malato.
Sul parco eolico tornerò più avanti.
Ma l?azione dell?Amministrazione non è rimasta a guardare e ad aspettare che fosse solo il vento a risolvere i nostri problemi.
E un po? perché ce le siamo cercate, un po? perché ci sono capitate, altre iniziative sono state intraprese, sempre riguardanti le risorse del territorio.
Cominciamo dal bosco: il Comune di Bivongi possiede poco più di 600 ettari di territorio, quasi tutto boscato. Già il bosco, da grave problema, è diventato risorsa.
Dopo più o meno un anno di trattativa con la società Bio For Energy, finalmente, nel maggio dello scorso anno, abbiamo affidato tutto il nostro territorio alla suddetta società, che lo ecogestisce, rispettando la normativa prevista dal protocollo di Kyoto.
Come si ecogestisce un bosco? Salvaguardandolo, prima di tutto, dagli incendi, realizzando le fasce tagliafuoco, costruendo in loco dei laghetti abbastanza grandi da consentire il rifornimento idrico ad un elicottero, con la presenza costante di un guardaboschi, decespugliando e mantenendo pulite le aree soggette a taglio, facendo una riforestazione mirata e preferendo le latifoglie alle aghifoglie, poiché le prime assorbono una maggiore quantità di CO2.
Dopo aver effettuato tutte queste operazioni, il bosco viene certificato da una speciale commissione la quale, dopo aver verificato il potere di assorbimento delle piante con un vero e proprio calcolo matematico, rilascia i cosiddetti crediti di carbonio, che il gestore provvederà a mettere sul mercato.
Il protocollo di Kyoto, infatti, prevede che chi immette nell?atmosfera CO2 debba pagare un tot a vantaggio di chi la contiene o la abbatte.
La società Bio For Energy ci ha proposto recentemente di poter installare sul nostro territorio una centrale alimentata da biomasse.
Cos?è una biomassa? È tutto ciò che è organico.
Nel nostro caso si utilizzerà preferibilmente il legno.
La società ci propone una minicentrale che produrrebbe 1 Mgw. Questi tipi di centrali sono ad emissione zero. La realizzazione di un impianto di questo tipo chiuderebbe la filiera bosco-legno-energia, e produrrebbe nuova occupazione. Soprattutto nell?indotto il legno non arriva da solo alla centrale. Rimpinguerebbe ulteriormente le casse comunali e sarebbe un?altra goccia che va a finire nell?oceano per avere un mondo più pulito.
Ma nel nostro territorio esistono anche due centrali idroelettriche, dismesse da un bel po? e che abbiamo intenzione di riutilizzare.
Di un particolare commento necessita la centrale di Guida piccola, poco produttiva ma nel cuore dei bivongesi. Circa un secolo fa, infatti, un manipolo di valenti artigiani di questo nostro paese, decideva di costruire un impianto per quell?epoca avveniristico, la centrale di Guida, appunto.
Detto fatto, nel 1914 entrava in funzione. Quella, all?epoca, era la seconda centrale idroelettrica realizzata in Calabria (l?altra era nel cosentino).
Fu così che Bivongi e i paesi vicini ebbero la pubblica illuminazione prima ancora che le grandi città come Reggio e Catanzaro.
È quindi più l?affetto del ricordo, dell?ingegno e della laboriosità dei nostri nonni che ci ha spinto a dare in gestione la centrale guida alla società EBS di Polistena.
Nella convenzione vi sono alcuni punti fermi che riguardano la possibilità e l?auspicabile valorizzazione delle acque sulfuree a scopo terapeutico.
Innanzitutto abbiamo ottenuto che l?edificio venga insonorizzato, quindi che la centrale venga chiusa nei giorni di utilizzo del luogo a scopo termale; questo perché quel luogo, senza acqua nel fiume, perde tutto il suo fascino. Infine abbiamo chiesto ed ottenuto che l?edificio venga trasformato in museo. Una delle due turbine sarà lasciata in loco, l?altra verrà trasportata in paese per essere esposta nel futuro ecomuseo.
Anzi, approfitto dell?occasione per lanciare un appello a tutti i cittadini che fossero in possesso di oggetti appartenuti alla centrale, o documenti? che so? di atti di compravendita, atti costitutivi o di quota sociale, da sistemare in una bacheca all?interno della centrale. So che magari siete molto affezionati a queste cose, ma lasciarle a marcire in una vecchia cassapanca non serve a niente. Noi, fermo restando che saranno sempre di vostra proprietà, sapremo renderle visibili.
Ribadisco, abbiamo già affidato l?edificio per il suo riutilizzo alla società EBS con sede in Polistena.
Per quanto riguarda l?altra centrale, quella del Marmarico, abbiamo invece sottoscritto un accordo di massima con una società di Faenza, proprietaria delle concessioni, la quale è tuttora alle prese con problemi relativi alle autorizzazioni del caso. Speriamo anche qui di darvi buone notizie a breve scadenza.
Se tutto ciò verrà realizzato, Bivongi potrà vantarsi di essere l?unico comune d?Italia (come minimo) ad aver realizzato sul proprio territorio, centrali che producono energia pulita dalle tre fonti rinnovabili più diffuse in Italia, che nell?ordine sono l?idroelettrico, l?eolico e da biomasse. Ci manca il fotovoltaico, ma quello ha decisamente costi eccessivi ed è quindi decisamente poco remunerativo.
Da qui a breve, il ministro Bersani dovrebbe liberalizzare la vendita dell?energia, sperando che il governo non cada prima. Una norma che rivoluzionerebbe l?intero settore e che dovrebbe portare benefici, in termini di costi, a tutti.
La libera concorrenza autorizzerà la vendita diretta di energia dal produttore al consumatore. Non solo, ma chi produce energia da fonti rinnovabili, avrà ulteriori privilegi che non sto qui ad enunciarvi.
Noi, in fase di contrattazione definitiva, chiederemo alla Baltic di vendere l?energia prodotta nel nostro territorio, a prezzo agevolato, ai nostri cittadini, nonché a fornirci la pubblica illuminazione a prezzi di costo. Lo sconto di cui i cittadini potrebbero usufruire non sarà inferiore al 25% sui consumi.
Il comune, da parte sua, potrebbe fondare una municipalizzata o costituire una società mista pubblico-privata e gestire per la parte che gli compete? che so io? prevedendo di vendere energia, a costo ancora più vantaggioso, alle aziende che volessero investire sul nostro territorio.
Non voglio soffermarmi su cifre e dati, poiché soggetti a modifiche in fase di progetto definitivo che, tra l?altro, dovrà poi ottenere le autorizzazioni del caso.
Sicuramente, l?investimento sarà importante e di conseguenza altrettanto importante sarà la ricaduta sulla nostra comunità.
Quante torri o turbine saranno installate? Tutte quelle che, ragionevolmente, tenuto conto delle caratteristiche del territorio, si potranno installare.
Per ora ho chiesto ai progettisti di salvaguardare quello che è il nostro monumento naturalistico, la cascata del Marmarico. L?ingegnere ha convenuto con me sull?opportunità di salvaguardare quel luogo.
La sicurezza del parco eolico sarà garantita dalle maestranze addette alla manutenzione cooperativa o squadra che sarà. Quello che noi chiederemo con forza in fase di contrattazione finale, riguarderà appunto i temi della sicurezza, degli impianti e del personale responsabile.
I pericoli maggiori verranno dagli incendi, dalle condizioni meteorologiche rapidamente cangianti in montagna e dall?insidiosa presenza delle vipere. Chiederemo in tal senso che il personale venga addestrato preventivamente a far fronte alle diverse situazioni e che venga costruita in sito una baracca, uno chalet o una baita (chiamatela come volete), che protegga i lavoratori dalle intemperie improvvise nonché la dotazione di una pompa con motore a scoppio con tanto di accessori poiché non dimentichiamo che in montagna ci sono tanti ruscelli dove potersi rifornire in caso d?incendio.
Parliamo un attimino anche d?impatto ambientale: la visibilità delle torri dall?abitato è possibile solo dalla zona alta del paese e sarà comunque una visibilità da 5 km di distanza.
La rete viaria in sito, invece, è molto ampia e soddisfacente, si tratterà solo di allargare qualche curva e di tracciare poche centinaia di metri ex-novo per raggiungere il luogo d?installazione delle torri, mentre per quanto riguarda la via d?accesso e la messa in posa del cavidotto, saranno i tecnici della Baltic a ragguagliarvi.
Io sono stato tre giorni in montagna, ho potuta constatare con i miei occhi con quanta cura e meticolosità stanno facendo le loro indagini i tecnici della Baltic, consapevoli peraltro, che l?investimento ricade su un territorio di assoluto pregio.
La turbina più vicina a noi, ripeto, si troverà a 5 km distante in linea d?aria. Dall?abitato, nella nostra montagna non esistono insediamenti di alcun tipo. Niente mandrie, niente ovili, nessun casolare, non esiste alcuna, sia pur primitiva, forma di antropizzazione. Al massimo, consentitemi la battuta, disturberemo il sonno di qualche ghiro.
Tutto il territorio in oggetto ricade nel Parco Regionale delle Serre ed è classificato in zona C, quindi adatto allo scopo, salvo una manciata di ettari, che sono in zona B.
Cosa farà il Comune con la Royaltie? Che otterrà da questo progetto? È presto per dirlo, anche se con il sindaco ne abbiamo parlato e convenuto che un ottimo investimento potrebbe essere la ristrutturazione di antichi vigneti.
Comunque abbiamo il tempo per pensarci su e prendere la migliore delle decisioni. La Royaltie, inoltre, ci consentirà di tenere le tasse basse, anche con la speranza di favorire il ritorno a Bivongi dei nostri emigrati.
La Baltic, oltre alla Royaltie, favorirà la costituzione di una cooperativa per eseguire i lavori di manutenzione del sito, nonché di lavori di riqualificazione ambientale di siti degradati, la costituzione di sentieri naturalistici per permettere l?accesso di visitatori al parco.
Concittadini, per cinque lunghi anni siamo andati avanti a pane e cicoria e voi con noi. Abbiamo dovuto fare salti mortali per tappare letteralmente le buche, per organizzare manifestazioni che sono il fiore all?occhiello della nostra comunità, come il ?Mercato della Badia?, e che mi auguro la società Baltic vorrà in futuro finanziare.
La realizzazione di tutto ciò che ho enunciato è per noi occasione quindi da non perdere assolutamente. Questo minipolo energetico sarà per noi l?unica via per lo sviluppo del territorio.
Il nostro paese si avvia a diventare un paese fenomeno, anche se io, parallelamente, preferirei che diventassimo un fenomeno di paese.
Cari concittadini, vi potrei parlare dei costi degli investimenti, che sono enormi, della produzione di energia pulita, che è tanta, di ricaduta occupazionale, che non è di poco conto, di benefit per il comune, che sono soldoni e non noccioline, di benefici per le tasche dei cittadini, che avranno una bolletta energetica meno pesante.
Ma la cosa che veramente mi riempie il cuore di gioia è che un vecchio ambientalista come me ha nel suo piccolo dato la sua goccia per avere un mondo migliore, più pulito. Come ambientalista ho detto no negli anni ?80 a due tipi di energia. L?energia nucleare e vi ricorderete la centrale a carbone che ci volevano rifilare a Gioia Tauro. Sono convinto di avere agito bene.
Con altrettanta convinzione, oggi dico sì alla realizzazione sul nostro territorio di centrali per la produzione di energia eolica, da biomasse e idroelettrica. Dico sì all?energia pulita!
È troppo facile dire no a tutto oppure dire sì all?eolico purché non si faccia sul nostro territorio. Più difficile è assumersi delle responsabilità e dire: ?Lo faccio perché voglio dare il mio contributo!?
Nel 1989, un famoso ecologista francese di cui non ricordo il nome ma del quale ricordo il pensiero, sosteneva che entro il 2010 tutti gli abitanti del pianeta saremmo diventati ecologisti, non per vocazione, ma per necessità. Chiudeva domandandosi: ?Ma è proprio necessario aspettare il 2010??
Sono dieci giorni che prendo appunti per preparare questa relazione; ieri sera pensavo di aver concluso e invece sono arrivati i titoli del tg 5 delle 20: il mutamento del clima rischia di far scomparire il Chianti e il Brunello. Potevo fare a meno di aggiungerla, questa notizia? No.
Un?altra notizia è dell?ultima ora: l?ultima domenica di febbraio cinque regioni, non cinque città, si fermeranno: Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna.
Le varie associazioni ambientaliste sono tutte favorevoli all?installazione di impianti eolici per la produzione di energia pulita. Legambiente è favorevole, il WWF è favorevole, Green Peace è favorevole. Concludo con un commento di Giorgio Celli sull?eolico: meno di quindici giorni fa, ad Ambiente Italia, se la prendeva con i pochi ambientalisti ancora contrari a questo tipo di impianti. ?Più che altro perché dicono che rovinano i paesaggi? affermava ?Basta avere il buonsenso di non installarle a fianco di una cattedrale gotica?.

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Bivongi – E’ nato Tassone Riccardo.

19 Febbraio 2007 Commenti chiusi


Il giorno 15 febbraio 2007 è nato a Locri Tassone Riccardo. A papà Cesare e mamma Baldari Giuseppina le più vive felicitazioni da parte del sottoscritto e da “Un Mondo d’Amore”.

Oggi – Giornata Mondiale della lentezza.

19 Febbraio 2007 Commenti chiusi

19 FEBBRAIO 2007: GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA

Rallentare per vivere meglio e gustare la vita, il lavoro, i rapporti umani.
A Milano in corso Vittorio Emanuele entreranno in azione i Passovelox
per ?multare? i passanti troppo frettolosi.
?La giornata è dedicata a quanti hanno la prepotente sensazione che il mondo giri troppo in fretta per rimanervi in equilibrio; un equilibrio che diventa sempre più precario per chi vive e lavora nelle nostre città, assecondando tempi tiranni con sforzi disumani?, dichiara Bruno Contigiani, presidente dell?Associazione L?Arte del Vivere con Lentezza (www.vivereconlentezza.it), consulente in comunicazione divulgazione e rapporti con i media per Pirelli Cultura, La Fabbrica, e in Brand Enrichment per grandi aziende e PA. ?La nostra Associazione sostiene che non è necessario fermare il mondo e cercare di scendere: rallentare e riappropriarci del nostro tempo è possibile partendo da gesti anche piccolissimi del quotidiano, cosa che proponiamo di iniziare a fare il prossimo 19 febbraio alle persone che riconoscono nell?affanno la regola delle proprie giornate?.
La scelta di organizzare una giornata sulla lentezza proprio di lunedì, e proprio il 19 febbraio non è casuale: lunedì è il giorno in cui siamo più frenetici, e un momento di pausa può indurci a pensare che forse, divorati dalla fretta di finire per tempo e rispettare le scadenze, perdiamo la capacità di concentrarci e facciamo meno di quello che potremmo?e sicuramente peggio. Il 19 febbraio perché l?inverno e il nostro breve letargo sono pressoché esauriti e bisogna cercare di riavvicinarci ai ritmi della natura, per ripartire poi a pieno con l?equinozio di primavera.
La Giornata mondiale della Lentezza, che vanta la collaborazione di Carl Honoré ? autore del libro ??e vinse la tartaruga? presentato di recente a Milano con Cristina Bombelli, Bruno Contigiani e Walter Passerini -, e di ! Lothar Seiwert, autore de ?La Strategia dell?Orso? – sta raccogliendo adesioni spontanee in tutto il mondo. Di seguito, il calendario delle iniziative a oggi confermate, che sarà aggiornato nel corso dei prossimi giorni:

A Milano
in Corso Vittorio Emanuele, alle h.11,30 e poi per tutto il pomeriggio, scatteranno i Passovelox per calcolare la frenesia dei milanesi che saranno simbolicamente multati e invitati a consapevolizzare la loro urgenza e, quindi, a rallentare un po? per abbracciare un minuto di calma;
Sempre in Corso Vittorio Emanuele, i CITYWALKERS invitano i milanesi a percorrere a piedi la città inventando itinerari che partono da presupposti e punti di vista diversi da quelli tradizionalmente turistici; gli itinerari proposti dagli aspiranti Cirywalkers di tutta Italia possono essere descritti in una o due pagine di testo da inviare all?indirizzo citywalkers@amatcomunicazione.it. L?iniziativa è lanciata da Ludovica Amat, con l?obiettivo di raccogliere testimonianze utili a realizzare una grande manifestazione la prossima estate dedicata al tema del viaggio a piedi, progetto oggi allo studio dell?agenzia Amat Comunicazione.
Al Teatro Zazie, alle h.21,00 la compagnia teatrale Scimmie Nude organizza letture lente tratte da ?La Strategia dell?Orso? di Lothar Seiwert, accompagnate da musica dal vivo? naturalmente lenta.

A Roma
Un appello ai ?Cercatori di nuvole? romani, coloro che amano avere lo sguardo rivolto verso l?altro per catturare con la macchina fotografica uno scorcio della città spesso ignorato per la fretta: il meraviglioso cielo capitolino.

In attesa di dettagli sulle iniziative oltre confine, arrivano adesioni spontanee da tutta Italia: a Napoli un gruppo di signore farà il caffè alla ?maniera delle nonne?, con la mitica caffettiera napoletana che chiede un po? di pazienza per poter gustare il nettare scuro e fumante nella tazzina; un manager bolognese si è impegnato a contare da uno a dieci e da dieci a uno prima di entrare in casa a fine giornata, per lasciare fuori dalla porta i pensieri trascinati fin lì dall?ufficio e godere a pieno della gioia dell?abbraccio della sua compagna e delle sue bambine; una coppia di Pavia ha annunciato serio impegno nello ?slow-sex?, coccole, attenzioni, ascolto reciproco, finché il sonno li rapirà; a Bari, un gruppo di avvocati entrerà in Tribunale salutando i Carabinieri alla porta e gli uscieri?
?sì, piccoli gesti, come prendere un tram invece dell?auto o sorridere a un passante per strada, per cambiare in meglio il ritmo di una giornata; un primo piccolo passo per rallentare e vivere meglio. Perché il tempo non è solo denaro, il tempo è vita, e rallentare si può: iniziamo insieme il prossimo 19 febbraio!
Per segnalare adesioni o ricevere ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa L?Arte del Vivere con Lentezza
Mariangela Fusco ? Tel. +39 328 9724635

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Bivongi – E’ morta Bucchino Maria Grazia vedova Zaffino.

15 Febbraio 2007 Commenti chiusi

E’ morta a Monasterace, all’età di 89 anni la Signora Bucchino Maria Grazia, vedova Zaffino. Ai figli ed ai parenti tutti le più sentite condoglianze da parte del sottoscritto e da “Un Mondo d’Amore”.

Bivongi – E’ morto Taverniti Vincenzo.

15 Febbraio 2007 Commenti chiusi

E’ morto ieri a Bivongi all’età di 79 anni, il Signor Taverniti Vincenzo. Ai figli ed ai parenti tutti le più sentite condoglianze da parte del sottoscritto e da “Un Mondo d’Amore”.