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TORINO -SARA’ PRESENTATO UN LIBRO SUL PITTORE BIVONGESE TOMMASO MARTINI.

14 Febbraio 2010 Commenti chiusi
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Bivongi – Riscoprire il pittore Tommaso Martini.

15 Marzo 2007 Commenti chiusi


Pubblichiamo un articolo apparso sulla Gazzetta del Sud del giorno 8 marzo 2007 scritto da Ugo Franco sul pittore bivongese Tommaso Martini.

Il Pittore fu tra i protagonisti dell?illuminismo napoletano.
Bivongi sollecita il recupero delle splendide opere di Tommaso Martini.
A Guardavalle, Petrizzi, Monterosso, Paola e S. Cristina d?Aspromonte le tracce del suo genio.

Bivongi punta a rivalutare il pittore Tommaso Martini, uno dei suoi figli più illustri, che fu discepolo di Francesco Solimena.
Nato nel 1688, giovanissimo si trasferì nella vicina Stilo, dove il fratello maggiore Domenico Antonino esercitava la professione di medico, per iniziare i suoi studi. A diciotto anni raggiunse Napoli per seguire le lezioni di curiale presso la scuola di Don Pietro De Turris.
Ben presto però, affascinato dall?arte pittorica, si iscrisse alla scuola dell?abate Ciccio, Francesco Solimena, dimostrandosi subito un valente discepolo. Il primo lavoro, come afferma il suo biografo Bernardo De Dominaci, fu un olio su tela: ?La Crocifissione?,con le tre Marie e San Giovanni, esposto a Napoli nella chiesa di San Francesco delle Cappuccinelle, nel rione Pontecorvo. Nella capitale partenopea rimase dal 1706 al 1721, realizzando numerose opere. Divenne molto famoso come ritrattista, annoverando tra i suoi clienti anche i familiari del vicerè, il conte Harrach, ed altri nobili della corte di Napoli. Lavorò, inoltre, per il console inglese Giovanni Fleetwood e per il figlio Gioacchino, per Milord Arici ed altri signorotti inglesi. Molte sue opere si trovano oggi in Austria, a Vienna, nella collezione Harrach, ed in Inghilterra a Salisbury, nella collezione Wilton House. Opere che non si conoscono e che meriterebbero un?altra attenzione. Dipinse anche per il cardinale Guadagna, a Bocchignano, nella Sabina. Nella chiesa di San Giovanni, infatti, si può ammirare una grande tela di 12 palmi, restaurata di recente dalla Sovrintendenza alle Belle Arti, raffigurante la Vergine del SS. Rosario e Santi, con attorno i quindici Misteri. Questa e altre opere fanno parte del periodo romano del Martini, durante il quale fu convocato dalla Corte Pontificia Romana per rispondere delle accuse rivoltegli dal Sant?Uffizio di Napoli. Ciò in quanto appartenente ad un gruppo di artisti che avevano frequentato accademie private dove si professavano le idee progressiste ed illuministiche in contrapposizione a quelle conservatrici del clero. Martini ritornò spesso in Calabria, come testimonia la pala d?altare dipinta a Guardavalle nel 1713. Lo stesso avvenne in occasione della morte del padre, nel 1719, poi nel 1728, per la scomparsa della madre e, più tardi, nel 1752, per quella del fratello Domenico. Il suo soggetto prediletto era la Madonna del Rosario. Fu scelto, dai frati certosini, per dipingere i Santi protettori di Serra San Bruno e alcune tele all?interno della Certosa. Di tali opere, purtroppo, non rimane traccia, per i terribili effetti causati dal terremoto del 1783, che distrusse le chiese in cui erano custodite.
In Calabria, opere di Tommaso Martini si trovano a Guardavalle, nella chiesa di Sant?Agazio (una pala d?altare, di recente restaurata, di metri 2.55 x 1.70 raffigurante la Madonna del Rosario con attorno i quadretti dei 15 Misteri), a Petrizzi, nella chiesa della SS. Trinità, (l?incoronazione della Madonna, un olio su tela di metri 2.30 x 1.55), a Monterosso Calabro, nella chiesa del SS. Rosario (la tela della Madonna del Rosario), a Paola, nel Santuario dei Padri Minimi (una tela raffigurante San Francesco di Paola) e a Santa Cristina d?Aspromonte, nella chiesa di San Fantino (la tela della Madonna del Rosario dipinta nel 1730). A Bivongi si è persa traccia di una piccola tela raffigurante San Francesco di Paola, custodita nella casa del defunto parroco Don Cherubino Raspa. Nessuno finora si è mosso per sapere dov?è e farla restaurare. Sarebbe importante ritrovarla, visto che la grande tela della Madonna del Rosario, posta nella chiesa intitolata a San Giovanni Battista Decollato, durante i lavori di restauro degli anni 1960, mentre veniva rimossa dalla parete, si deteriorò in modo tale da non essere più leggibile. In chiesa rimane il quadro della Madonna Mamma Nostra con il Bambino, un olio su tela, attribuito erroneamente da alcuni storici al Martini.
Documenti scoperti da poco, infatti, hanno svelato che il quadro, dipinto nel 1737-38, è opera della pittrice Mariangela De Matteis, figlia di Paolo, contemporaneo del Martini. Una nuova opera del Martini, invece, è stata scoperta di recente a Capua, vicino Napoli. Si trova nel museo diocesano all?interno della Cappella del Corpo di Cristo. Nuovi documenti su Martini e la sua famiglia stanno venendo alla luce. E? di questi giorni, un documento datato 6 ottobre 1755, dieci mesi dopo la sua morte, che descrive i beni lasciati dal pittore alla sorella Isabella da cui si evince il patrimonio accumulato dall?artista. Vittorio Sgarbi, in una sua visita a Bivongi, osservando alcuni quadri del Martini riprodotti fotograficamente su tela, rimase particolarmente ammirato per le opere esprimendo il desiderio di voler esaminare gli originali. Non è accaduto nulla. Martini aspetta. Bivongi deve muoversi per recuperare il tempo perduto.

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Torino – E’ nata l’Associazione "Tommaso Martini".

5 Gennaio 2007 Commenti chiusi

Riportiamo un articolo di Ugo Franco pubblicato ieri dalla Gazzetta del Sud.

Un’Associazione dedicata a Tommaso Martini- E’ nata a Torino ed è aperta a tutti i calabresi emigrati.

E’ stata accolta favorevolmente in paese la notizia della nascita, a Torino, della nuova associazione culturale, rigorosamente bivongese, “Tommaso Martini”.
Un’associazione voluta e creata da Elsa Geracitano, Elio Murdolo e Nicola Princi, emigrati in Piemonte, e dedicata al pittore bivongese del “700, discepolo di Francesco Solimena.
Aperto a tutti i cittadini di origine calabrese, il sodalizio ha come finalità quella di mantenere e rafforzare i rapporti tra le comunità piemontesi e calabresi e intende, anche, raccogliere e conservare documenti sull’emigrazione.
L’Amministrazione comunale di Bivongi, guidata dal sindaco Ernesto Riggio ed il consigliere provinciale Felice Valenti, delegato a rappresentare il presidente della Provincia di Reggio Calabria, sono stati a Torino per partecipare all’evento.
Un’iniziativa incentrata in un contesto tra tradizioni e storia, ha sottolineato nel suo intervento Davide Gariglio, presidente del Consiglio regionale del Piemonte, entusiasta della sua visita estiva in Calabria e a Bivongi, tanto da indurlo ad assicurare alla nuova associazione il massimo appoggio anche negli scambi economici.
^Si tratta della prima associazione laica degli emigrati bivongesi sparsi nel mondo – dice il sindaco – visto che le altre, costituite fino ad oggi, sono dedicate alla Madonna Mamma Nostra che si venera a Bivongi.
E’ stata una dimostrazione di quanto gli emigrati sono sensibili ai ricordi ed alle tradizioni della Calabria e di Bivongi in particolare, nel loro prefiggersi l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni i legami verso la terra natia^.
Felice Valenti ha comunicato l’interesse e la volontà del presidente della Provincia di appoggiare in toto gli scambi culturali ed economici che saranno intrapresi, in linea con i nuovi assetti europei.
Una speranza per i prodotti artigianali calabresi e per i tanti giovani che stanno investendo in quelle che sono le tradizioni di questa terra.

Per altre notizie e foto vai su: www.bivongi.it

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Torino – E’ nata l’Associazione Bivongese "T. Martini".

20 Novembre 2006 Commenti chiusi


E’ stata ufficializzata a Torino, il 27 novembre 2006 presso un notaio la nascita dell’Associazione dei Bivongesi “Tommaso MArtini”.I Soci fondatori Elsa Geracitano, Nicola Princi ed Elio Murdolo hanno il piacere di annunciarlo, comunicando che la presentazione ufficiale avverrà domenica 17 dicembre 2006 alla presenza del Sindaco di Bivongi Ernesto Riggio.
A U G U R I ! ! ! ! ! !

nella foto un quadro di Tommaso Martini.